La vita va vissuta a pieno ritmo. Non con frenesia, ma con il ritmo che possiamo sostenere e che possiamo offrire agli altri. Decidiamo di abbracciare, di amare. Ma capita anche che ci siano gli abbandoni anche contro il nostro volere. Perché la vita è fatta così. E spesso ne portiamo le cicatrici. La natura lo sa da secoli. Anzi da millenni. È abituata a svilupparsi, ad adattarsi alle nuove situazioni, a subire le intemperie a volte a morire, scomparendo. Quando una pianta cresce le radici inglobano quello che incontrano: i sassi, i resti di una vita passata. Questo fino a quando quella pianta non ha deciso di abbandonare quello che ha avvinghiato. Le piante lo sanno bene. Quelle d’alto fusto che troviamo lungo i fiumi hanno questa caratteristica. Ma quando una pianta cresce, abbandona una parte di quello che ha inglobato. È la metafora della vita che viviamo tutti i giorni. Capita per necessità, per volontà, per incapacità. Come nella vita. Ma non sempre i vuoti vanno riempiti. Ma la vita continua e a volte ricomincia. È la vita baby, è la vita!

