Estote Parati!

Come verrà vissuta la nostra vita sarà oggetto di cure genitoriali (si spera), della nostra capacità di crescere, di relazionarci, di unirci (se vorremo) scegliendo in piena libertà con chi accoppiarci, se sarà questa la nostra strada. Nascendo non sapremo mai cosa ci capiterà precisamente in questa vita. Il futuro sarà scritto da qualcun altro con la nostra compartecipazione, non sempre consapevole. Qualcuno dall’alto ci guarda. È la storia delle religioni da quando sono state inventate e da quando noi ci affidiamo a loro.  Allora cosa c’è di meglio che leggere il tempo per scandire i nostri passi dalla nascita alla inevitabile fine. “Memento, homo, quia  pulvis es, et in pulverem reverteris”, ricordati, uomo, che polvere sei e polvere ritornerai ad essere, dicevano i latini. Non è una sciagura ritornare al presente. Niente di meglio che gli orologi che scandiscono ferocemente il tempo per farci ravvedere. Una contrapposizione tra il tempo di ieri e quello che c’è da vivere oggi. Le nostre reliquie immerse in un liquido ancestrale fatte di auto, giochi, simboli vecchi e nuovi dove l’orologio la fa da padrone ad indicare il trascorrere del tempo e l’ineluttabilità del domani come in questa iconica installazione di Preda. Il nero è il nero, Il rosso è il rosso ma in mezzo ci sono tutte le sfumature del mondo che abbiamo vissuto. Rileggiamole pure ma non dobbiamo farcene un dramma perché il domani è “oggi” e non c’è tempo per discutere ma solo per affrontare quello che oggi c’è. Sperando in un aldilà radioso. Altrimenti non c’è speranza. E la speranza è quella che ci tiene in vita. Nel miglior modo possibile.

Estote Parati, 2025, installazione: espositore con orologi nuovi, contenitori con giochi infantili e residui di orologi, “provocatore” puerile.